LE NOVE LEGGENDE

Tra i numerosi forum, posts e siti specializzati, si incontrano informazioni talmente contrastanti o desuete che si rischia sempre di sentirsi confusi circa gli adempimenti fiscali offshore. In questo articolo raccolgo alcune delle “leggende” che riempiono indisturbate la rete.

UNO: APOLIDIA

Ovvero essere privi di qualunque cittadinanza, oggi come oggi è praticamente impossibile ottenere questo status. Nemmeno andandosene o rinunciando alla cittadinanza del proprio paese. Questo è dovuto al modo in cui le leggi fiscali vengono applicate nella maggior parte degli stati (come ad esempio: pagare le tasse lì dove abiti). Negli ultimi anni, nuovi trattati fiscali hanno reso quasi impossibile staccarsi dal sistema.

DUE: LA RESIDENZA FISICA E FISCALE NON VANNO DI PARI PASSO

Sbagliato. Ma c’è molta gente che invece ci crede, ed è il motivo per cui ogni tanto qualche super ricco o VIP si fa arrestare: residenza fiscale in Svizzera ma abita tutto l’anno in Italia. Questo è assolutamente illegale in quanto in Italia – ma in quasi tutti i paesi del mondo – se si passano più di tot giorni (nel nostro caso sono 183) all’interno dei confini, si acquisisce in automatico la residenza fiscale di quel paese. Qualche modo per aggirare legalmente questa imposizione esiste, come ad esempio assumere la residenza fiscale in un paese a tassazione territoriale e viaggiare continuamente con un visto turistico, ma è poco pratico per la maggior parte delle persone e comunque in pochi potrebbero permetterselo.

TRE: ANONIMATO

Un tempo c’era il modo di registrare e mandare avanti una società offshore nel completo anonimato. Oggi, chiunque affermi che sia ancora possibile è male informato o vuole raggirarvi. La ragione per cui l’anonimato non esiste più è perché mentre è sicuramente possibile gestire una società in maniera anonima o tramite prestanome, non è possibile aprire un conto bancario anonimo (com’era un tempo il conto svizzero cifrato). Con l’introduzione del KYC, praticamente tutte le banche del mondo richiedono l’identificazione di tutti i beneficiari del conto e di eventuali soci della società per la quale si apre il conto corrente. Certo, si può sempre provare a mandare avanti la società senza conto bancario o senza effettuare transazioni elettroniche 😊

QUATTRO: SOCIETÀ ESENTASSE CON BASE A HONG KONG

Hong Kong è un paese a tassazione territoriale, ovvero viene tassato solo il reddito generato all’interno del paese, quindi tecnicamente è possibile gestire una attività esentasse in quel paese, ma negli ultimi anni il governo ha reso molto difficile l’ottenimento del certificato di residenza fiscale e alla fine probabilmente la società verrà trattata come non-residente e quindi passibile di tassazione. A quel punto si avranno solo perso tempo e soldi. In definitiva Hong Kong non è consigliabile per attività online o comunque gestibili in maniera remota.

CINQUE: SOCIETÀ DI HOLDING ESENTASSE

Registrare una società di holding e gestirla esentasse era un’operazione discretamente semplice. Era. Molti governi oggi hanno implementato dei regolamenti noti come “CFC: Controlled Foreign Company” che nello specifico si applicano proprio alle società offshore registrate come delle holding. Per questo genere di società, oggi, è necessario pianificare con attenzione con l’assistenza di esperti in materia.

SEI: TRANSFER PRICING

Ovvero la possibilità di trasferire un bene/servizio tra due società dello stesso gruppo ad un prezzo minore del valore di mercato. È illegale in quanto il prezzo di tale bene o servizio deve essere lo stesso che si tratterebbe nel caso le due società non fossero collegate. I dettagli di questa operazione si possono trovare su Wikipedia.

SETTE: TASSAZIONE TERRITORIALE EQUIVALE AD ESSERE ESENTASSE

Sì e no, è un argomento delicato e varia caso per caso. Nella maggior parte dei casi l’individuo o entità che risiede fiscalmente in un paese a tassazione territoriale vedrà obblighi d’imposta solo sul reddito generato all’interno del suddetto paese, se a monte la struttura è stata ben impostata. Ci sono casi in cui comunque vedrà il reddito tassato. Ad esempio, alcuni paesi a tassazione territoriale impongono il pagamento sul reddito che viene incassato lo stesso anno fiscale in cui si è fatturato (o guadagnato). Oppure a volte è necessario pagare alcune tasse per poter diventare residente fiscale. Prendendo in esempio sempre Hong Kong, per l’ottenimento del suddetto certificato di residenza fiscale, ci sono tasse imposte.

OTTO: UN PAESE CON ELEVATA PERCENTUALE DI TASSAZIONE VUOL DIRE TASSE ELEVATE

Che ci crediate o no, è falso. Un paese con elevata percentuale di tassazione vuol dire solo che la strategia da applicare per evitarla sarà più complessa, ma possibile. E’ addirittura possibile vivere esentasse in paesi come gli USA, Canada, Gran Bretagna o Australia.

NOVE: È OBBLIGATORIO COMPILARE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Non dappertutto. In molti paesi, se non si devono tasse o si è al di sotto della soglia preposta, non è obbligatorio presentare la dichiarazione. In alcuni casi però, se dovete richiedere o siete in attesa di un rimborso, è consigliabile farlo lo stesso. Chiedete sempre consiglio ad un esperto delle leggi locali.

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